LA LEADERSHIP, QUESTA SCONOSCIUTA

LA LEADERSHIP, QUESTA SCONOSCIUTA

Le teorie manageriali hanno definito che leadership ha a che fare con il cambiamento: definire la direzione, allineare le persone, motivarle e ispirarle.

Il management invece ha a che fare con la complessità: pianificare e fare budget, organizzare e assegnare le risorse, controllare e fare problem solving. 

Nelle aziende tradizionali le due attività sono svolte da figure diverse mentre nelle università le due scienze sono studiate da scuole diverse.

 

Prendendo ad esempio un grande personaggio come Marchionne, possiamo vedere che lui è riuscito un nuovo stile fondendo leadership e management: uno stile che prevede di gestire un gruppo di leader pianificando, facendo problem solving, decidendo con il gruppo in presa diretta. Adottando questo comportamento il leader guida così un gruppo di leader non di manager. 

Io e Anna crediamo molto in questo tipo di visione. Noi abbiamo imparato a trattare i nostri Manager come dei veri leader rafforzando la loro motivazione in termini di importanza e insegnando a riposizionare le competenze manageriali nel metodo di lavoro e non nella gestione delle persone.

Questo nuovo stile di leadership ha bisogno che tre elementi siano però eccezionali: il gruppo, i suoi membri e il suo leader. Un gruppo per essere eccezionale ha bisogno di un significato, di una sfida che valga la pena di essere affrontata. Marchionne ha spesso affermato: «Siamo qui e lo facciamo perché abbiamo una missione». Il gruppo non ha struttura piramidale con cariche definite, ognuno è giudicato in base a come fa il suo lavoro; non è una democrazia, è una comunità basata sul merito e la passione. Il gruppo è anche un’aristocrazia perché essere parte di un gruppo di manager eccezionali ti definisce come tale; non vi si partecipa per soldi o per ego ma per essere parte della missione.

I membri di un gruppo eccezionale devono essere: volontari, neofiti e dedicati. Volontari perché entrare a far parte del gruppo è difficile, solo i più bravi riescono ed è un onore. La mentalità da neofita è necessaria per risolvere in modo nuovo, con soluzioni spesso ingenue problemi complessi.

Senza la dedizione non è possibile eccellere: non hai tempo per la vita reale se stai facendo la tua storia.

Il leader di un gruppo eccezionale deve essere un pragmatico sognatore, cercare e mettere nel gruppo persone migliori di lui ma rimanere sempre il più intelligente nella stanza. Il pragmatico sognatore rende la missione concreta e seducente. Scovare i talenti che possono fare cose che il gruppo non sa fare è necessario per rendere il gruppo migliore del suo leader e della somma dei singoli.

 

A noi piace la leadership soprattutto quella che ispira le persone a migliorare e crescere!

 

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  26/09/2018


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